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title: Evogy Blog | La tecnologia applicata al mondo dell’energia (13)
description: Scopri tutti gli aggiornamenti sul mondo Energetico, EMS ed Efficientamento Energetico (13)
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30 novembre 2022 |  4 minuti per leggere

Tra le industrie più avanzate e competitive del mondo della manifattura, gli stabilimenti automobilistici sono particolarmente coinvolti dalla...

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23 novembre 2022 |  3 minuti per leggere

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16 novembre 2022 |  4 minuti per leggere

Spesso quando si parla di inquinamento dell’aria il pensiero corre ai cieli grigi delle grandi città causato da smog, gas di scarico delle auto e...

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[Efficientamento Energetico](https://www.evogy.it/blog/tag/efficientamento-energetico)

## [Efficientamento energetico nelle industrie: tecnologie e metodi](https://www.evogy.it/blog/efficientamento-energetico-nelle-industrie-tecnologie-e-metodi)

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9 novembre 2022 |  4 minuti per leggere

Secondo il **Digital Energy Efficienty Report** dell’Osservatorio Energy & Strategy del Politecnico di Milano, il 2021 ha fatto segnare una ripresa degli...

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[![Idee chiave per una gestione di successo nel settore GDO](https://www.evogy.it/hs-fs/hubfs/idee-chiave-settore-gdo.jpg?width=600&name=idee-chiave-settore-gdo.jpg) ](https://www.evogy.it/blog/idee-chiave-per-una-gestione-di-successo-nel-settore-gdo)

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31 ottobre 2022 |  4 minuti per leggere

Se esiste un settore che per le sue caratteristiche è molto energivoro, si tratta senza dubbio di quello della [GDO (Grande Distribuzione Organizzata).](https://www.evogy.it/blog/i-consumi-nella-grande-distribuzione-organizzata)

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[![Credito d’imposta al 50%: i vantaggi per le soluzioni di efficienza energetica in cloud](https://www.evogy.it/hs-fs/hubfs/1000_F_299631174_0LwmnGnv52Wc0Xwoj7CRpIc4xvAAKrPB-transformed.jpeg?width=600&name=1000_F_299631174_0LwmnGnv52Wc0Xwoj7CRpIc4xvAAKrPB-transformed.jpeg) ](https://www.evogy.it/blog/credito-dimposta-al-50)

[Efficientamento Energetico](https://www.evogy.it/blog/tag/efficientamento-energetico)

## [Credito d’imposta al 50%: i vantaggi per le soluzioni di efficienza energetica in cloud](https://www.evogy.it/blog/credito-dimposta-al-50)

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14 settembre 2022 |  4 minuti per leggere

Il [Decreto Aiuti n. 50/2022 (Art.21)](https://def.finanze.it/DocTribFrontend/getAttoNormativoDetail.do?ACTION=getArticolo&id=%7B966EEA5B-561E-4CAA-B82E-25E0CACD74E7%7D&codiceOrdinamento=200002100000000&articolo=Articolo%2021), pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 17.05.2022, ha **aumentato dal 20% al 50%** il credito d’imposta per...

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[Efficientamento Energetico](https://www.evogy.it/blog/tag/efficientamento-energetico)

## [L'intelligenza artificiale per tenere sotto controllo il consumo di energia](https://www.evogy.it/blog/intelligenza-artificiale-per-tenere-sotto-controllo-il-consumo-di-energia)

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[Tiziano Arriga](https://www.evogy.it/blog/author/tiziano-arriga)

26 luglio 2022 |  4 minuti per leggere

Quando si parla di intelligenza artificiale ci si trova in un campo estremamente vasto, che comprende un insieme di diverse tecnologie che...

[ Approfondisci ](https://www.evogy.it/blog/intelligenza-artificiale-per-tenere-sotto-controllo-il-consumo-di-energia)

[![Audit energetico per aziende: cos'è e quando è obbligatorio](https://www.evogy.it/hs-fs/hubfs/img%20blog/efficienza-energetica-obbligo-o-opportunita.jpg?width=600&name=efficienza-energetica-obbligo-o-opportunita.jpg) ](https://www.evogy.it/blog/audit-energetico-per-le-aziende)

[Efficientamento Energetico](https://www.evogy.it/blog/tag/efficientamento-energetico)

## [Audit energetico per aziende: cos'è e quando è obbligatorio](https://www.evogy.it/blog/audit-energetico-per-le-aziende)

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[Stefano Zanin](https://www.evogy.it/blog/author/stefano-zanin)

13 luglio 2022 |  5 minuti per leggere

Per acquisire piena consapevolezza dell’andamento dei consumi di energia e individuare le aree in cui si possono effettuare interventi mirati a una...

[ Approfondisci ](https://www.evogy.it/blog/audit-energetico-per-le-aziende)

[![Come sfruttare la business intelligence nel campo dell'energia](https://www.evogy.it/hs-fs/hubfs/businessman-pointing-his-finger-growth-graph.jpg?width=600&name=businessman-pointing-his-finger-growth-graph.jpg) ](https://www.evogy.it/blog/come-sfruttare-la-business-intelligence-nel-campo-energia)

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## [Come sfruttare la business intelligence nel campo dell'energia](https://www.evogy.it/blog/come-sfruttare-la-business-intelligence-nel-campo-energia)

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13 luglio 2022 |  4 minuti per leggere

Un insieme di processi che consente di raccogliere dati e analizzare le informazioni strategiche: è quello a cui ci si riferisce quando si parla di ...

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  "articleBody" : "Software dotati di capacità associate normalmente all’intelligenza umana: quello che fino a pochi anni fa sembrava pura “fantascienza”, oggi è considerata la tecnologia con maggior potenziale per il prossimo futuro in una molteplicità di settori. Tra questi, quello dell’efficientamento energetico è uno dei più significativi, dove i benefici dell’applicazione di algoritmi di intelligenza artificiale sono concreti e tangibili per tutti. Diversamente dai computer, che sono programmati per svolgere compiti predefiniti, un’intelligenza artificiale è pensata per autoprogrammarsi attraverso un processo di apprendimento denominato Machine Learning (ML), o apprendimento automatico, grazie al quale le macchine sono in grado di trovare soluzioni a problemi specifici in maniera pressoché autonoma imparando dai dati. La capacità di simulare scenari ipotetici permette di gestire in modo automatico e intelligente i dispositivi connessi che caratterizzano la nostra epoca, ed è oggi associato in modo sempre più stretto alla raccolta, analisi e gestione dei dati che possa portare a scelte più consapevoli. Un esempio delle enormi potenzialità dell’intelligenza artificiale e, in particolare, delle reti neurali artificiali come sofisticato strumento di elaborazione dati e di analisi energetiche previsionali, viene da un recente studio condotto da ENEA, l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile. Da livello macro... Per valutare l’efficacia delle strategie di efficienza energetica del patrimonio edilizio italiano nel medio-lungo periodo, ENEA ha scelto come caso applicativo l’Umbria, un contesto rappresentativo della situazione nazionale, dove quasi l’84% degli immobili è stato costruito prima degli anni ’90, ha una superficie utile compresa tra i 60 e i 150 m2 ed è dotato per lo più di impianti autonomi alimentati a gas naturale. Una volta stimata la domanda energetica totale del parco edilizio della Regione, è stata sviluppata una rete neurale artificiale, ossia un modello avanzato di elaborazione dati, capace di simulare i consumi energetici del patrimonio edilizio, in un intervallo temporale di 25 anni, e applicando sei diverse strategie di efficientamento energetico aziendale. A partire dai primi risultati, gli esperti ENEA hanno continuato a mettere alla prova l’intelligenza artificiale, utilizzando le previsioni energetiche elaborate per individuare gli edifici da riqualificare in relazione anche al contesto climatico; il risultato è stato un aumento del risparmio energetico ottenibile (fino al 23%), grazie agli interventi sul patrimonio edilizio più energivoro della Regione e una riduzione complessiva della domanda energetica del settore pari al 13%. Un risultato raggiunto grazie alla capacità delle reti neurali artificiali di simulare il comportamento del cervello umano: questo, infatti, gli permette di “apprendere” attraverso l’esperienza. L’intelligenza artificiale, in sostanza, non viene programmata, ma “addestrata” ad eseguire compiti sempre più complessi attraverso un processo di apprendimento basato su dati empirici. ... a quello micro Medi e grandi edifici nel settore industriale e terziario, ma anche i piccoli impianti domestici possono avvantaggiarsi dei servizi abilitati dalle nuove tecnologie. Software basati su algoritmi di intelligenza artificiale risultano infatti preziosi per ottimizzare in modo predittivo i consumi energetici. Insieme a dati come il previsionale meteo e le misure dei sensori ambientali, questi software sono in grado di: osservare e imparare quali sono i trend di consumo; prevedere il comportamento energetico di ogni edificio o azienda in merito a consumi e necessità di comfort; intervenire in maniera automatica sul funzionamento degli impianti. Gestendo in questo modo gli asset, è possibile evitare i picchi di consumo, responsabili principali di discomfort e sprechi. Grazie alle simulazioni predittive si può ottenere la migliore strategia di controllo del processo, che tenga conto dei vincoli e che intercetti le migliori opportunità, da un punto di vista energetico, economico, di impatto ambientale, di comfort. Scopri la soluzione di efficientamento energetico più adatta alle esigenze della tua impresa!",
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  "articleBody" : "Contenere i consumi, abbassare i costi energetici, aumentare la sostenibilità ambientale. Sono obiettivi ormai prioritari per ogni azienda, di qualunque dimensione. Avere una figura che si occupi esattamente di quello che serve per raggiungerli è senz’altro il modo migliore per affrontare la questione. Per le aziende energivore la legge prevede obbligatoriamente l’istituzione di un Energy Manager: questo può essere un dirigente che guidi un gruppo di persone di estrazione prevalentemente tecnica oppure un consulente esterno con competenze tecniche. Per energivore si intendono tutte le aziende (operanti nei settori civile, industriale, terziario e dei trasporti) che consumano annualmente più di 10.000 tonnellate equivalenti di petrolio, ma l’Energy Manager è una figura indubbiamente utile anche alle aziende che non sono obbligate ad averlo per legge, per almeno tre buoni motivi. Vediamo quali. 1) Ottimizzare i consumi Avere in azienda una persona che si occupi di verificare i consumi e ottimizzarli, facendo tutto quello che si deve fare al riguardo, è sicuramente la soluzione migliore per raggiungere il proprio scopo. Sarà l’Energy Manager ad occuparsi di effettuare Audit per una diagnosi energetica rapida, a controllare i report, a verificare la corretta regolazione degli impianti e il loro corretto utilizzo dal punto di vista energetico. E sarà sempre lui a promuovere comportamenti più consapevoli da parte dei dipendenti e delle persone che occupano la struttura, nonché ad analizzare e proporre soluzioni che possano migliorare i processi produttivi e le performance dei servizi collegati. 2) Ridurre i costi per l’energia Fa capo all’Energy Manager anche tutto quello che riguarda la fornitura di energia elettrica e degli altri vettori energetici. Sarà quindi lui la figura incaricata di verificare se è possibile ridurre il costo delle bollette, trattando con i fornitori condizioni economicamente vantaggiose e promuovendo una corretta gestione dei carichi elettrici, in modo da evitare picchi che facciano schizzare i costi. L’Energy Manager, inoltre, può interfacciarsi con l’ufficio acquisti dell’azienda, promuovendo acquisti più sostenibili, non solo in termini energetici, ma anche di hardware o software per monitorare i consumi e tenere bassi i relativi costi. L’energia, infatti, è un tema che non coinvolge solo l’acquisto di elettricità e altri combustibili, ma anche di macchinari e dispositivi, e riguarda anche chi si occupa della manutenzione dei sistemi, chi progetta gli edifici e gli impianti, chi scrive le specifiche delle gare e gli uffici legali. 3) Aumentare la sostenibilità ambientale Un’azienda che si dota al suo interno di Energy Manager viene valutata in modo più positivo anche da parte degli investitori e dai consumatori. Sarà infatti lui il garante del rispetto delle politiche ambientali dell’azienda, e della sua sostenibilità. Non dimentichiamo che una società “sostenibile” è meno sottoposta ai rischi derivanti dalle emergenze ambientali, è in grado di rispettare al meglio le relative normative e quindi meno soggetta a controversie legali. Insieme a una gestione intelligente dell’energia, quindi, l’Energy Manager si occuperà di far aumentare il senso di responsabilità collettiva rispetto ai temi relativi all’impatto ambientale, con una crescita in termini di brand reputation. La reputazione, infatti, svolge un ruolo centrale nelle strategie di comunicazione di ogni azienda, perché permette di avere una valutazione positiva nella mente del consumatore e consente di differenziarsi dai concorrenti. Nominare un Energy Manager, a conti fatti, risulta una scelta intelligente per ogni azienda, a prescindere dalle dimensioni e dagli obblighi previsti dalla legge. Sarà lui a consentire all’azienda di risparmiare energia, spendere meno in bolletta, guadagnare in efficienza e migliorare significativamente le performance generali attraverso un energy management system, con ricadute positive anche sull’ambiente e per la collettività. Scopri la soluzione di efficientamento energetico più adatta alle esigenze della tua impresa!",
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  "headline" : "Tre buoni motivi per cui la tua azienda ha bisogno di Energy Manager",
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  "articleBody" : "Spesso quando si parla di inquinamento dell’aria il pensiero corre ai cieli grigi delle grandi città causato da smog, gas di scarico delle auto e impianti di riscaldamento. In realtà anche l’aria degli ambienti chiusi può essere malsana, e la pandemia da Covid-19 ce lo ha inesorabilmente ricordato, costringendoci ad indossare le mascherine per proteggerci dal contagio. La qualità dell’aria assume ancora più importanza se riferita ad ambienti che per loro natura ospitano persone già debilitate e magari immunodepresse, come gli ospedali e le case di cura. In questi ambienti, dalle sale d’attesa ai corridoi, dagli ambulatori alle sale visita, dagli ascensori alle mense, la qualità dell’aria influisce più che mai non solo sulla salute e il benessere dei degenti, ma anche sul quella del personale che ci lavora. Un paziente affetto da infezioni respiratorie o malattie trasmissibili per via aerea, infatti, può diffondere nell’aria microbi pericolosi per gli altri pazienti, il personale sanitario e i visitatori. Ecco quindi che il controllo della qualità dell’aria diventa cruciale. Le indicazioni dell'Istituto Superiore di Sanità La contaminazione dell'aria in un ospedale, o in generale negli ambienti chiusi, include particelle provenienti dalla fine combustione e dalle stazioni di produzione di energia (PM 2.5), dalle eventuali polveri vulcaniche, dai bioareosol, dai patogeni come i pollini, i batteri, i virus e le spore, dal fumo di tabacco dell'ambiente (ETS), dalle polveri di asbesto e di silice, dai gas e dai vapori CO2, CO, NO2, NO, O3, SO2, radon, e VOCs. Nel Rapporto ISS Covid-19 • n. 11/2021 (Indicazioni ad interim per la prevenzione e gestione degli ambienti indoor in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2) viene chiaramente indicato come sia necessario, negli ambienti chiusi: garantire un buon ricambio dell'aria naturale e una appropriata ventilazione meccanica; adottare una idonea filtrazione, che diriga i flussi dell'aria delle zone meno contaminate verso quelle potenzialmente più contaminate/inquinate; controllo temperatura e umidità relativa dell'aria; verificare la periodicità della pulizia e manutenzione dei sistemi. Il rapporto, in particolare, si focalizza sulle misure preventive e promuove una serie di azioni da adeguare e implementare, tra le quali: l’apertura delle finestre e dei balconi; la rimodulazione delle condizioni operative degli impianti tecnologici e ioT, le frequenze e le modalità delle manutenzioni; la rimodulazione dei parametri microclimatici al fine di evitare valori di temperatura e di umidità relativa dell’aria troppo elevate o troppo basse. Il rapporto, inoltre, fornisce alcuni consigli pratici da adottare durante l’utilizzo di prodotti e di attrezzature impiegate nell’attività di pulizia, sanificazione e disinfezione. Alcuni prodotti, infatti, possono portare a emissioni di composti organici volatili COV e/o contribuire alla formazione secondaria di altri inquinanti di particolare interesse igienico sanitario (ad esempio formaldeide, PM10, PM2,5). Come mantenere l'aria sana Come deve essere, quindi, l’aria all’interno degli ospedali? Sempre l’Istituto Superiore di Sanità fornisce precise indicazioni che riguardano in modo particolare gli impianti HVAC (Heating, Ventilation and Air Conditioning). 1) La temperatura Quella ideale per il benessere fisiologico nel periodo invernale è compresa tra i 20 e i 22 °C e nel periodo estivo tra i 22 e i 26 °C. Il grado di umidità relativa dell’aria deve essere compreso tra il 35 e il 45% nel periodo invernale e tra i 50 e il 60% nel periodo estivo. Bisogna fare attenzione ai livelli di umidità relativa superiore al 70%, perché tale situazione favorisce la crescita di contaminanti di natura microbica (soprattutto muffe e batteri). 2) I sistemi aeraulici Per quanto riguarda gli impianti di riscaldamento/condizionamento/ventilazione, è fondamentale acquisire tutte le informazioni sul loro corretto funzionamento, ovvero dell’efficienza energetica, perdite di carico, registro di conduzione, tempi di scadenza della manutenzione, tipo di pacco filtrante installato, interventi programmati. In caso di impianti fissi di riscaldamento/raffrescamento (es. climatizzatori aria-aria, o pompe di calore split), che non utilizzano “nuova aria esterna” ma ricircolano sempre la stessa aria che viene riscaldata/raffreddata, è importante aprire finestre e balconi per pochi minuti più volte al giorno, per operare una diluizione/riduzione delle concentrazioni di specifici inquinanti accumulati nell’aria ricircolata (es. i COV, il PM10, gli odori, gli agenti biologici), della CO2, e dell’umidità relativa. Le tecnologie per migliorare la qualità dell'aria negli ospedali Le moderne tecnologie consentono di monitorare gli impianti aeraulici in modo più efficiente, anche dal punto di vista dei consumi. Si tratta di soluzioni che permettono di misurare costantemente i più importanti parametri di qualità dell’aria monitorando i valori dei principali inquinanti e rendendo disponibile l’andamento statistico della concentrazione. Grazie a queste soluzioni: i valori possono essere consultati in tempo reale; è possibile installare più dispositivi e metterli in relazione tra loro confrontando dati e rilevazioni; sono predisposti avvisi in caso di superamento dei livelli soglia. Solo attraverso il controllo dell’igiene aeraulica e la misurazione di temperatura, umidità relativa, particolato aerodisperso, anidride carbonica e componenti organiche volatili è possibile mantenere l’aria degli ospedali - respirata da chi vi soggiorna - salubre. Evogy ti guida nel percorso dell’efficientamento energetico con soluzioni adatte per ogni necessità. Scopri i nostri maggiori casi di successo",
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  "headline" : "L'importanza della qualità dell'aria nel settore ospedaliero",
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  "articleBody" : "Secondo il Digital Energy Efficienty Report dell’Osservatorio Energy &amp; Strategy del Politecnico di Milano, il 2021 ha fatto segnare una ripresa degli investimenti in efficienza energetica in ambito industriale, pari a un aumento dell’8% rispetto ai valori del 2020, anno che ha registrato risultati particolarmente negativi a causa della pandemia. Gli obiettivi di efficientamento energetico attribuiti al sistema industriale sono definiti nel PNIEC (Piano nazionale integrato energia e clima) del 2020. Per raggiungere il target di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra al 2030 di almeno il 40% rispetto al 1990, i settori ETS (industrie energetiche, settori industriali energivori e aviazione) dovranno registrare un -43% e quelli non ETS (trasporti, residenziale, terziario, industria non ricadente nel settore ETS, agricoltura e rifiuti) un -30% rispetto all’anno 2005. Per raggiungere questi obiettivi, nel 2021, in Italia sono stati investiti oltre 2,2 mld di euro per l’efficienza energetica in ambito industriale. Di questi, oltre il 90% è relativo a soluzioni di tipo hardware, mentre la restante quota è rappresentata dagli investimenti in tecnologie e soluzioni digitali. Vediamo quali sono le principali soluzioni hardware e software a disposizione delle aziende per ottenere importanti riduzioni delle emissioni di CO2 migliorando la propria efficienza energetica. Le soluzioni hardware Una delle voci di spesa/consumo più significativo di un’industria è quasi sempre quella relativa al sistema di riscaldamento in inverno e raffrescamento in estate, con annessa ventilazione. Gli interventi possibili, in questo ambito, includono: sostituzione delle vecchie caldaie con pompe di calore o impianti di cogenerazione, che consentono la produzione contemporanea di energia elettrica ed energia termica e che nel 2021 hanno registrato un aumento del +21%; predisposizione di un buon sistema di isolamento termico per ridurre le perdite di calore in inverno e diminuire l’afflusso di caldo dall’esterno in estate; questo può riguardare pavimenti e coperture oppure le pareti esterne, oltre che le finestre e gli infissi; installare pannelli solari per produrre acqua calda oppure pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica. Ci sono poi una serie di soluzioni soluzioni ausiliarie ai processi produttivi, che includono l’utilizzo di sistemi ad aria compressa, l’installazione di motori elettrici efficienti e inverter, l’efficientamento dei sistemi di refrigerazione e le soluzioni che utilizzano bruciatori in grado di recuperare parte del calore contenuto nei fumi di combustione. Altri interventi che possono essere messi in atto per un risparmio energetico aziendale, con investimenti contenuti, riguardano la sostituzione delle vecchie lampade a fluorescenza o incandescenza con lampade a LED (Light Emitting Diode), che possono raggiungere una durata di 100 mila ore, contro le 1.000 di una lampada a incandescenza. Questi interventi, nel 2021, hanno registrato una crescita dell’8%: un sistema di illuminazione più evoluto porta anche a un aumento quantitativo e qualitativo della luce negli ambienti e i benefici si estendono anche al fine vita, perché i LED, una volta esauriti, non rilasciano né gas tossici né fosfori. Le soluzioni software Tutti gli interventi di efficientamento energetico implicano un’analisi preventiva, estesa e dettagliata, dei dati relativi ai consumi per individuare e ridurre inefficienze e sprechi. Grazie alle nuove tecnologie, è oggi possibile raccogliere e analizzare grandi quantità di dati con una velocità senza precedenti. Si tratta di soluzioni software - abbinati ad algoritmi di intelligenza artificiale e dispositivi IoT (Internet delle cose) - dedicate alla gestione dei dati energetici raccolti al fine di efficientare i processi in ambito industriale. Tali software rendono dinamico e predittivo il funzionamento degli impianti e ne allungano il ciclo di vita grazie a funzioni quali: monitoraggio continuo delle principali variabili, energetiche e non, dei processi industriali. capacità di dare istruzioni e controllare i sistemi Scada (Supervisory control and data acquisition) e i sensori di campo al fine di ottimizzare da remoto i processi industriali; capacità di comunicare con i diversi sistemi che si trovano nell’impianto produttivo (come Scada, PLC, ERP, MES) e analizzare in maniera integrata i dati provenienti da questi. Nel 2021 gli investimenti complessivi in soluzioni digitali per l’efficientamento energetico hanno mostrato una crescita del +4%, concentrandosi sui sistemi di raccolta e di monitoraggio dei dati energetici di processo. Il volume di investimenti relativo a tali sistemi è stato pari a circa 74 milioni di euro, che rappresenta il 47% dei volumi complessivi investiti in soluzioni digitali per l’efficienza energetica. Scopri la soluzione di efficientamento energetico più adatta alle esigenze della tua impresa!",
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  "headline" : "Efficientamento energetico nelle industrie: tecnologie e metodi",
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  "articleBody" : "Se esiste un settore che per le sue caratteristiche è molto energivoro, si tratta senza dubbio di quello della GDO (Grande Distribuzione Organizzata). Tra le necessità di climatizzazione in estate, di riscaldamento in inverno, di illuminazione degli ambienti e dei prodotti, di refrigerazione o cottura degli alimenti, si fa fatica a decidere quale sia la voce di consumo più elevato di un supermercato. Se poi si aggiunge l’energia necessaria a far funzionare i dispositivi per gli uffici, i computer, le casse, le bilance, i macchinari e gli apparati di sollevamento (ascensori e montacarichi), non stupisce il fatto che il settore della GDO, in Italia, rappresenti circa il 4% del totale dei consumi di energia. Le aree di maggior consumo nella GDO Come abbiamo visto, le componenti maggiormente energivore di un supermercato sono principalmente tre: conservazione dei prodotti alimentari (frigo alimentare); climatizzazione estiva ed invernale degli ambienti aperti al pubblico; illuminazione degli ambienti e dei prodotti. Ognuna di queste categorie di consumo è proporzionale alla dimensione del punto vendita. La superficie di vendita risulta quindi un buon indicatore generale per la valutazione dei consumi energetici. Secondo il rapporto 2019 di ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) i vettori energetici utilizzati nella GDO sono l’energia elettrica ed il gas naturale, che rappresentano rispettivamente il 93% ed il 6%; il rimanente 1% è costituito da calore acquistato. In generale, l’energia risulta il quarto costo operativo per il settore commerciale. Quindi cosa può fare, concretamente, un supermercato per abbassare i consumi e il costo delle bollette senza che questo vada a discapito dei livelli ottimali di comfort nelle corsie, di una perfetta conservazione ed esposizione della merce e di orari di apertura prolungati? Gli interventi per abbassare i consumi, step by step Il primo passo consiste nell’affidarsi a soluzioni di ottimizzazione dei consumi che sfruttino tutto il potenziale delle tecnologie più avanzate, quali IoT e intelligenza artificiale. Questo consentirà di adottare una strategia precisa, che deve necessariamente prevedere una serie di passi. Raccolta dei dati relativi a: funzionamento degli impianti di climatizzazione; consumi energetici; condizioni di temperatura e umidità; qualità dell'aria all'interno del supermercato. 2. Analisi dei dati per individuare i fattori che influenzano i consumi energetici (ad esempio il numero di ore di lavoro e la temperatura media). 3. Definizione degli interventi di tipo tecnico e operativo e dell’arco di tempo necessario ad attuarli. Qualche esempio pratico: regolazione dinamica dei setpoint di temperatura per le varie zone del supermercato, al fine di minimizzare la richiesta di acqua e ridurre il consumo energetico da parte delle macchine adibite alla refrigerazione/riscaldamento; regolazione dinamica di ventilatori e serrande; rilevazione di picchi di potenza, accensioni e spegnimenti degli impianti al di fuori degli orari schedulati; rilevazione di condizioni di temperatura e umidità e di qualità dell'aria al di fuori dei limiti previsti negli orari di apertura del supermercato; integrazione dei sistemi di climatizzazione con quelli di refrigerazione, cosa che permette, con sistema di recupero, di utilizzare il calore delle celle frigorifere e dei banchi refrigerati per il riscaldamento dell’ambiente; sostituzione delle lampade a incandescenza con lampade a LED, intervento veloce e vantaggioso che non richiede il rifacimento dell’impianto elettrico della struttura. Una scelta di successo Il risultato dell’efficientamento energetico in un punto vendita della GDO non rappresenta solo un notevole risparmio, ovvero vantaggi economici per l’azienda ma anche per l’ambiente in sè. Tutto beneficerà di un minore sfruttamento delle risorse, con vantaggi per l’ecosistema e ottenendo un risparmio energetico aziendale. Supermercati più sostenibili, inoltre, potrebbero essere preferiti ad altri da una fetta sempre più ampia di popolazione, che comprende i Millennial, maggiormente guidati nei propri comportamenti d’acquisto dalle tematiche ambientali. Evogy ti guida nel percorso dell’efficientamento energetico con soluzioni adatte per ogni necessità. Scopri i nostri maggiori casi di successo",
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  "articleBody" : "Il Decreto Aiuti n. 50/2022 (Art.21), pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 17.05.2022, ha aumentato dal 20% al 50% il credito d’imposta per investimenti in beni immateriali 4.0, effettuati dal 01.01.2022 e fino al 31.12.2022 (con estensione al 30 giugno 2023 effettuando un pagamento in acconto pari almeno al 20% del valore dei beni). L’intervento è retroattivo, pertanto consente anche a chi ha acquistato software 4.0 nei primi mesi dell’anno di godere di questa maggiorazione di aliquota. Cosa significa credito d'imposta 4.0? Il credito d'imposta è un’agevolazione contributiva messa a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico per supportare ed incentivare le imprese che investono nella trasformazione tecnologica e digitale dei propri processi produttivi. Ad esempio, se un’azienda decide di rivolgersi ad una software factory per creare o richiedere consulenze e servizi digitali, l'investimento utilizzato per questi scopi, sia materiale che immateriale, può essere recuperato fino a quando il credito sarà disponibile. Quali sono i requisiti? I beni agevolabili devono innanzitutto essere strumentali rispetto all’attività esercitata dall’impresa beneficiaria, quindi di uso durevole, funzionali al processo produttivo e contabilmente classificati in bilancio. In particolare, i beni materiali oggetto dell’investimento devono possedere caratteristiche intrinseche tali da rientrare nell’Allegato A alla Legge di Bilancio n. 232 del 2016. Se il bene invece è un sistema per il miglioramento della qualità, della sostenibilità o della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0, è necessario il rispetto del solo requisito dell’interconnessione. I bene immateriali 4.0 quali software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni, sono agevolabili se rientrano tra le categorie elencate nell’Allegato B della già citata Legge di Bilancio n.232 del 2016. Focalizzando l’attenzione sui beni materiali in chiave Industria 4.0 e seguendo la classificazione contenuta nell’Allegato A alla legge n. 232/2016, essi possono essere suddivisi in tre macrocategorie: i beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti; i sistemi per l’assicurazione della qualità; i dispositivi per l’iterazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0. Il credito d’imposta è maggiorato nella misura del 50% della spesa sostenuta per gli investimenti in beni immateriali Industria 4.0, effettuati nel 2022, con coda fino al 30 giugno 2023, per quelli prenotati entro fine anno. In particolare, l’aliquota sale dal 20% al 50% per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2022 (ovvero entro il termine lungo del 30 giugno 2023) a condizione che entro il 31 dicembre 2022 il venditore abbia accettato il relativo ordine e siano stati pagati acconti per almeno il 20% del costo di acquisizione. Il limite massimo di spese ammissibili è pari a 1 milione di euro. Inoltre, per accedere al nuovo credito d’imposta, per importi di singoli acquisti superiori a 300.000 euro è necessaria una perizia tecnica asseverata da parte di un ente accreditato, il quale attesti che i beni sono idonei e possiedono le caratteristiche necessarie per rientrare nel perimetro del Decreto. Sotto tale importo è necessaria solamente un’autocertificazione del cliente. Anche i nostri prodotti per il monitoraggio e ottimizzazione energetica permettono di usufruire del nuovo credito d’imposta, rientrando nei requisiti previsti dal Decreto. Con SimonLab puoi monitorare costantemente il comfort ambientale e ottimizzare i consumi dei tuoi impianti energivori, comandando in tempo reale il loro funzionamento in maniera automatica ed intelligente. Vuoi ricevere maggiori informazioni sul credito d’imposta e sulle nostre soluzioni? Contattaci, un nostro esperto provvederà a rispondere alle tue domande!",
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  "articleBody" : "Quando si parla di intelligenza artificiale ci si trova in un campo estremamente vasto, che comprende un insieme di diverse tecnologie che interagiscono tra di loro per mettere le macchine in condizione di percepire, comprendere, agire e imparare con livelli di intelligenza simili a quelli dell’uomo. Tali tecnologie, se abbinate alla raccolta dei dati e all’automazione, si rivelano cruciali in moltissimi ambiti, tra cui quello dell’energia e dei relativi consumi. AI e controllo dei consumi L'intelligenza artificiale è uno strumento in grado di migliorare il controllo e gestione energetica in termini di consumi e risparmio economico. In particolare, grazie agli algoritmi di intelligenza artificiale, è possibile utilizzare i dati prodotti in tempo reale dagli Smart Meter, ossia dai contatori elettrici di nuova generazione, al fine di abilitare servizi evoluti di forecasting (previsioni) e budgeting delle spese energetiche. Questo si traduce nella possibilità di ricevere dai fornitori di energia offerte più mirate, se non addirittura personalizzate in base alla peculiare fascia oraria di consumo. AI e previsione dei guasti Scoprire un guasto meccanico nelle apparecchiature in tempo reale ma anche prevenirlo: sono possibilità offerte dagli algoritmi di intelligenza artificiale utilizzando i dati provenienti dai sensori IoT. Questo consente di migliorare l’affidabilità e l’efficienza delle macchine e dei processi, ma anche distinguere e classificare con precisione i dati operativi normali dai malfunzionamenti, riducendo così il numero di falsi allarmi. Attraverso queste osservazioni, le aziende possono prevenire incidenti o guasti ai macchinari, risparmiando tempo e denaro. Tutti i vantaggi dell’AI in campo energetico L’intelligenza artificiale ha un incredibile potenziale per cambiare l’utilizzo e il consumo dell’energia, oltre a creare enormi opportunità di risparmio. Grazie a software che sfruttano l’intelligenza artificiale, infatti, la gestione dell’energia diventa più efficiente, perché garantisce la possibilità di: Tenere sotto controllo la spesa energetica in modo facile e veloce; Controllare e verificare anomalie e scostamenti; Gestire e confrontare contratti e siti di fornitura differenti; Organizzare e gestire la spesa energetica calcolando il budget e le voci di costo presenti, passate e future; Elaborare stime dei costi per periodi precisi; Confrontare le previsioni dei consumi con quelli effettivi; Impostare obiettivi di consumo e limiti di budget per tenere sotto controllo la spesa energetica. Il ruolo dell’AI nella transizione energetica Un rapporto dal titolo Harnessing Artificial Intelligence to Accelerate the Energy Transition (“Il potere dell’intelligenza artificiale per accelerare la transizione energetica”) pubblicato dal Forum economico mondiale racconta l’immenso potenziale dell’intelligenza artificiale per la transizione energetica. Il rapporto spiega che “attualmente il sistema energetico globale sta vivendo una massiccia trasformazione e nei decenni che verranno sarà sempre più decentralizzato, digitalizzato e decarbonizzato”. In particolare, secondo il rapporto, tre sono le tendenze chiave: I settori ad alta intensità energetica, tra cui l'energia, i trasporti, l'industria pesante e gli edifici, sono all'inizio di processi storici di decarbonizzazione, guidati dalla crescente domanda dei governi e dei consumatori di ridurre rapidamente le emissioni di CO2. L'aumento della diffusione delle energie rinnovabili per decarbonizzare il settore energetico comporterà una maggiore fornitura di energia da fonti intermittenti (come il solare e l'eolico), e questo creerà una nuova domanda di previsione, coordinamento e consumo flessibile per garantire che le reti elettriche possano funzionare in modo sicuro e affidabile. La transizione verso sistemi energetici a basse emissioni di carbonio sta determinando una rapida crescita della generazione di energia distribuita, dell'accumulo distribuito e delle capacità avanzate di risposta alla domanda, che devono essere orchestrate e integrate attraverso reti di energia più collegate e transazionali e sistemi di gestione intelligente. La portata di queste transizioni è enorme: BloombergNEF stima che, solo nel settore energetico, il raggiungimento delle emissioni nette a zero richiederà investimenti infrastrutturali tra i 92.000 e i 173.000 miliardi di dollari entro il 2050. Anche piccoli guadagni in termini di flessibilità, efficienza energetica o capacità nell'energia pulita e nell'industria a basse emissioni di carbonio possono quindi portare a trilioni di valore e risparmi. Evogy ti guida nel percorso dell’efficientamento energetico con soluzioni adatte per ogni necessità.",
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  "articleBody" : "Per acquisire piena consapevolezza dell’andamento dei consumi di energia e individuare le aree in cui si possono effettuare interventi mirati a una maggiore efficienza o a un minor consumo, è necessario procedere a una diagnosi energetica o audit energetico. Tale audit è obbligatorio per alcune tipologie di aziende, ma può essere richiesto da qualsiasi struttura, pubblica o privata, di qualsiasi dimensione. Al di là degli obblighi, infatti, la diagnosi energetica rappresenta una straordinaria opportunità in un’ottica di efficientamento degli impianti e quindi di risparmio. Cos'è un audit energetico o diagnosi energetica L’audit energetico è un documento che racchiude al suo interno i dati relativi a tutti i processi che incidono sui costi energetici. Per usare le parole del Dlgs 141/2016, di integrazione del Dlgs 102/2014, all’art .2 lettera b, si tratta di una “procedura sistematica finalizzata ad ottenere un’adeguata conoscenza del profilo di consumo energetico di un edificio o gruppo di edifici, di una attività o impianto industriale o commerciale o di servizi pubblici o privati, a individuare e quantificare le opportunità di risparmio energetico sotto il profilo costi e benefici e a riferire in merito ai risultati”. L'audit energetico aziende industriali è una valutazione accurata, documentata e periodica sull’efficienza di un qualsiasi sistema legato al risparmio energetico. Ha il compito di valutare come l’energia viene utilizzata e, se vengono rilevati sprechi, suggerire quali possono essere gli interventi per correggerli. Questo si traduce in un piano energetico che consideri sia la fattibilità tecnica sia quella economica delle eventuali azioni proposte. L'audit energetico può essere redatto dalle Energy Service Company (ESCo), certificate secondo UNI CEI 11352 oppure dagli Esperti in Gestione dell’Energia (EGE) certificati in conformità con la UNI CEI 11339. Secondo le norme, si tratta innanzitutto delle imprese che occupano più di 250 persone, con un fatturato annuo maggiore di 50 milioni di euro o con un bilancio annuo maggiore di 43 milioni di euro; poi tocca alle imprese energivore. Quali aziende sono obbligate ad effettuare l'audit energetico Alcune categorie di imprese sono obbligate per legge ad effettuare l'audit energetico. Si tratta in particolare di: Imprese con più di 250 dipendenti e fatturato annuo superiori ai 50 milioni e bilancio annuo maggiore di 43 milioni ripetuto per due esercizi consecutivi; Imprese energivore, ovvero quelle che consumano in 1 anno 2,4 GWh di energia elettrica o di altre energie, le cui spese energetiche siano maggiori del 3% del fatturato. Come funziona l'audit energetico per le aziende Rivolgendosi a provider qualificati e specializzati, ogni azienda può pianificare e implementare misure efficaci di efficienza energetica. Il primo passo da fare sarà raccogliere tutte le informazioni necessarie a valutare il proprio livello di efficienza energetica, valutando non solo i consumi ma anche altri elementi, quali per esempio: Quanto è stato investito finora in interventi di efficientamento energetico; Quanto l’azienda è “pronta” per la rivoluzione digitale e la transizione energetica. Solo dopo aver raccolto i dati relativi ai processi e ai consumi, infatti, è possibile identificare le aree di miglioramento e sviluppare strategie di efficientamento energetico che aiutino a raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni e dei consumi e quindi a risparmiare in bolletta. Quali sono i vantaggi di audit energetico L’audit energetico aziende industriali è di fondamentale importanza per diversi motivi: identificazione delle inefficienze: attraverso l’analisi dettagliata dei dati energetici, un audit rileva punti critici di spreco energetico che possono derivare da sistemi di isolamento inefficienti, apparecchiature obsolete o impianti mal regolati; risparmio energetico: l’ottimizzazione dell’uso dell’energia porta a notevoli risparmi economici a lungo termine. Le modifiche consigliate durante un audit consentono di tagliare i costi energetici e migliorare l’efficienza operativa; riduzione delle emissioni: minimizzando il consumo energetico, un audit contribuisce alla riduzione delle emissioni di gas serra e all’impatto ambientale complessivo, promuovendo la sostenibilità; miglioramento del comfort: l’efficienza energetica non riguarda solo i costi, ma anche il comfort degli occupanti. Sistemi di riscaldamento e raffreddamento più efficienti migliorano la qualità dell’ambiente interno; miglioramento della valutazione immobiliare: gli edifici efficienti dal punto di vista energetico spesso hanno un valore superiore sul mercato immobiliare. Un audit energetico può quindi aumentare il valore del patrimonio immobiliare; conformità normativa: in alcuni casi gli audit energetici sono obbligatori per conformarsi a leggi e regolamenti sul risparmio energetico e sull’efficienza. La certificazione ISO 50001: perché conviene farla L’audit energetico aziende industriali può essere effettuato per rispondere all’obbligo di misurazione continua per i soggetti indicati dal DLgs 102/14 ma può anche essere finalizzato all’ottenimento della certificazione ISO 5001 “Sistemi di gestione dell’energia – Requisiti e linee guida per l’uso”. Si tratta della norma che specifica come organizzare sistemi e processi finalizzati al miglioramento continuo dell’efficienza energetica con gli obiettivi primari di portare alle aziende benefici economici derivanti dal minore consumo energetico e alla collettività la riduzione delle emissioni di gas serra. Le aziende dotate di certificazione ISO 50001, inoltre, godono degli incentivi offerti tramite i certificati bianchi, ovvero i titoli negoziabili che certificano il conseguimento di risparmi negli usi finali di energia attraverso interventi e progetti di risparmio energetico. Altri benefici derivanti dalla certificazione ISO 50001 sono: Riduzione delle emissioni di CO2 e quindi dell’impatto ambientale; Gestione intelligente e più efficiente dell'energia; Migliore brand reputation, grazie ad attività di comunicazione della propria certificazione; Maggiore credibilità verso soggetti istituzionali, economici e sociali; Forte riduzione dei costi Ecco quindi che l’audit energetico finalizzato all’efficientamento rappresenta per le aziende una grandissima opportunità, al di là di qualsiasi obbligo normativo. Scopri le soluzioni digitali per migliorare l’efficienza energetica nel Real Estate",
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  "articleBody" : "Un insieme di processi che consente di raccogliere dati e analizzare le informazioni strategiche: è quello a cui ci si riferisce quando si parla di Business Intelligence. Si tratta della capacità da parte di un’azienda di utilizzare i dati in proprio possesso per prendere le decisioni migliori, portare avanti il proprio business in modo sensato ed implementare processi aziendali più efficienti. Se applicato al campo dell’energia tutto questo si traduce in un vantaggio competitivo, che consente di ridurre il tempo e gli sforzi necessari per acquisire, integrare, distribuire, esaminare e rispondere ai dati raccolti. Il costo dell’energia I costi per l’energia, in modo particolare oggi, rappresentano una delle voci più onerose del bilancio di ogni edificio e di ogni impresa. L’eterogeneità delle componenti di costo della materia energia e del trasporto, i sistemi di fatturazione non omogenei dal punto di vista della “competenza temporale” e a livello di formato, rendono la rendicontazione contabile, il controllo di gestione e l’analisi previsionale sempre più complesse. Inoltre, la grande mole di dati disponibili necessita di essere attentamente filtrata e analizzata perché sia possibile trarne delle informazioni utili. Il bilancio aziendale può facilmente risentire dei cambiamenti tariffari e dell’incapacità di prevedere eventuali conguagli a seguito di maggiori consumi. La Business Intelligence, da questo punto di vista, rappresenta uno strumento fondamentale non solo per contenere i costi, ma soprattutto per ottimizzare i consumi energetici aziendali ed eliminare gli sprechi. I vantaggi della BI nel campo dell’energia Attraverso l’applicazione della Business Intelligence al campo dell'energia si possono ottenere diversi vantaggi: Dati più precisi sui consumi Identificazione e riduzione delle inefficienze e degli sprechi Gestione ottimizzata degli impianti Riduzione dei consumi Attraverso l’utilizzo delle tecnologie IoT e dell’intelligenza artificiale, tramite modelli basati su machine learning (ovvero sulla capacità delle macchine e dei sistemi digitali di apprendere e migliorare le performance in base ai dati che osservano), è possibile ottimizzare la gestione dei macchinari e i consumi energetici. L’obiettivo della Business Intelligence in ambito energia deve quindi essere quello di realizzare un sistema di gestione intelligente, automatica e dinamica degli impianti energivori, tramite l’elaborazione dei dati con algoritmi di machine learning. In questo modo è possibile ridurre i consumi e rendere gli impianti “attivi”, cioè in grado di sfruttare la potenza disponibile e scambiarla, in forma aggregata, direttamente con il sistema elettrico nazionale. Gli strumenti per la Business Intelligence dell’energia Oggi sono disponibili piattaforme IoT in cloud che grazie ad algoritmi di intelligenza artificiale sono in grado di abilitare il monitoraggio dei parametri energetici e ambientali, il controllo, la regolazione e la gestione delle tecnologie di un edificio o di un’azienda. Questo significa poter attuare politiche di efficientamento energetico e ottimizzazione del comfort e delle performance energetiche in modo: Dinamico, perché fatto in tempo reale tramite telecontrollo da remoto Efficiente, perché legato alle variazioni ambientali e operative dell’impianto Intelligente, perché comandato da algoritmi che apprendono in autonomia il migliore setup Economicamente vantaggioso, perché in grado di far funzionare gli impianti in risposta ai segnali di prezzo provenienti dai mercati dell’energia e dei servizi Attivo, perché in grado di sfruttare la potenza disponibile degli impianti (flessibilità) e offrire, in forma aggregata, un contributo alla regolazione della rete elettrica, ricevendo una remunerazione Risulta quindi evidente il motivo per il quale migliore è la gestione dei dati, maggiori sono i vantaggi che si possono ottenere grazie a software di Business Intelligence applicati nel campo dell’energia. Scopri le soluzioni digitali per migliorare l’efficienza energetica nel Real Estate",
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