Tre buoni motivi per cui la tua azienda ha bisogno di Energy Manager

Contenere i consumi, abbassare i costi energetici, aumentare la sostenibilità ambientale. Sono obiettivi ormai prioritari per ogni azienda, di qualunque dimensione. Avere una figura che si occupi esattamente di quello che serve per raggiungerli è senz’altro il modo migliore per affrontare la questione.

Per le aziende energivore la legge prevede obbligatoriamente l’istituzione di un Energy Manager: questo può essere un dirigente che guidi un gruppo di persone di estrazione prevalentemente tecnica oppure un consulente esterno con competenze tecniche.

Per energivore si intendono tutte le aziende (operanti nei settori civile, industriale, terziario e dei trasporti) che consumano annualmente più di 10.000 tonnellate equivalenti di petrolio, ma l’Energy Manager è una figura indubbiamente utile anche alle aziende che non sono obbligate ad averlo per legge, per almeno tre buoni motivi. Vediamo quali.

 

1) Ottimizzare i consumi

Avere in azienda una persona che si occupi di verificare i consumi e ottimizzarli, facendo tutto quello che si deve fare al riguardo, è sicuramente la soluzione migliore per raggiungere il proprio scopo.

Sarà l’Energy Manager ad occuparsi di fare effettuare audit ad hoc, a controllare i report, a verificare la corretta regolazione degli impianti e il loro corretto utilizzo dal punto di vista energetico. E sarà sempre lui a promuovere comportamenti più consapevoli da parte dei dipendenti e delle persone che occupano la struttura, nonché ad analizzare e proporre soluzioni che possano migliorare i processi produttivi e le performance dei servizi collegati.

 

2) Ridurre i costi per l’energia

Fa capo all’Energy Manager anche tutto quello che riguarda la fornitura di energia elettrica e degli altri vettori energetici. Sarà quindi lui la figura incaricata di verificare se è possibile ridurre il costo delle bollette, trattando con i fornitori condizioni economicamente vantaggiose e promuovendo una corretta gestione dei carichi elettrici, in modo da evitare picchi che facciano schizzare i costi.

L’Energy Manager, inoltre, può interfacciarsi con l’ufficio acquisti dell’azienda, promuovendo acquisti più sostenibili, non solo in termini energetici, ma anche di hardware o software in grado di monitorare i consumi e tenere bassi i relativi costi. L’energia, infatti, è un tema che non coinvolge solo l’acquisto di elettricità e altri combustibili, ma anche di macchinari e dispositivi, e riguarda anche chi si occupa della manutenzione dei sistemi, chi progetta gli edifici e gli impianti, chi scrive le specifiche delle gare e gli uffici legali.

 

3) Aumentare la sostenibilità ambientale

Un’azienda che si dota al suo interno di Energy Manager viene valutata in modo più positivo anche da parte degli investitori e dai consumatori. Sarà infatti  lui il garante del rispetto delle politiche ambientali dell’azienda, e della sua sostenibilità. Non dimentichiamo che una società “sostenibile” è meno sottoposta ai rischi derivanti dalle emergenze ambientali, è in grado di rispettare al meglio le relative normative e quindi meno soggetta a controversie legali.

Insieme a una gestione intelligente ed efficiente dell’energia, quindi, l’Energy Manager si occuperà di far aumentare il senso di responsabilità collettiva rispetto ai temi relativi all’impatto ambientale, con una crescita in termini di brand reputation. La reputazione, infatti, svolge un ruolo centrale nelle strategie di comunicazione di ogni azienda, perché permette di avere una valutazione positiva nella mente del consumatore e consente di differenziarsi dai concorrenti.

 

Nominare un Energy Manager, a conti fatti, risulta una scelta intelligente per ogni azienda, a prescindere dalle dimensioni e dagli obblighi previsti dalla legge. Sarà lui a consentire all’azienda di risparmiare energia, spendere meno in bolletta, guadagnare in efficienza e migliorare significativamente le performance generali, con ricadute positive anche sull’ambiente e per la collettività.

 

 

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