Efficienza energetica: gli incentivi a disposizione delle imprese

Ben prima dell’emergenza causata dalla guerra in Ucraina il Governo italiano aveva messo a disposizione delle imprese una serie di strumenti volti ad agevolare la transizione verso un’economia più sostenibile dal punto di vista dell’utilizzo dell’energia.

Tali strumenti sono stati però notevolmente potenziati a seguito della crisi legata all’approvvigionamento di energia e sono tuttora in campo a sostegno del nostro tessuto produttivo.

Vediamo, in concreto, quali sono attualmente gli incentivi disponibili per le aziende italiane, energivore e non.


Ecobonus

Un’azienda che intende aumentare l'efficienza energetica di un immobile strumentale all'esercizio della propria attività può beneficiare dell'Ecobonus al 65% o al 50%.

L'agevolazione consiste in una detrazione dall'Irpef o dall'Ires ed è concessa per:

  • la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento

  • il miglioramento termico dell'edificio (coibentazioni - pavimenti - finestre, comprensive di infissi)

  • l'installazione di pannelli solari

  • la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.


La detrazione spetta, inoltre, per

  • l’acquisto e la posa in opera di schermature solari;

  • l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili;

  • l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, produzione di acqua calda o climatizzazione delle unità abitative;

  • l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti;

  • l’acquisto di generatori d’aria calda a condensazione;

  • la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con apparecchi ibridi costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione

A questa agevolazione possono accedere i contribuenti che conseguono un reddito d’impresa (vedi circolare n. 36/E del 31 maggio 2007) ovvero persone fisiche, società di persone, società in accomandita semplice, società di capitali.

Da segnalare che dal 12 novembre 2021 per poter sfruttare lo sconto in fattura oppure la cessione del credito a terzi, anche per l’Ecobonus è necessaria l’asseverazione da parte di un tecnico abilitato sulla congruità dei costi e il visto di conformità da parte di un soggetto garante (Caf o Commercialista).

 

Bonus facciate

L’agevolazione fiscale consiste in una detrazione d’imposta del 90% delle spese sostenute nel 2020 e nel 2021, e del 60% delle spese sostenute nel 2022, per interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti, di qualsiasi categoria catastale, compresi gli immobili strumentali.

Gli edifici devono trovarsi nelle zone A e B (le prime sono le parti del territorio che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale; le seconde sono le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate diverse dalle zone A), individuate dal decreto ministeriale n. 1444/1968, o in zone a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali.

La detrazione è riconosciuta nella misura del 90% delle spese documentate, sostenute nel 2020 e nel 2021, e nella misura del 60% delle spese sostenute nel 2022, ed effettuate tramite bonifico bancario o postale. Va ripartita in 10 quote annuali costanti e di pari importo. Non sono previsti limiti massimi di spesa, né un limite massimo di detrazione.

Sono ammessi al beneficio esclusivamente gli interventi sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi, compresi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna. Il bonus non spetta, invece, per gli interventi effettuati sulle facciate interne dell’edificio, se non visibili dalla strada o da suolo a uso pubblico.

Possono usufruire dell’agevolazione tutti i contribuenti, residenti e non residenti nel territorio dello Stato, soggetti Irpef e soggetti passivi Ires, che possiedono a qualsiasi titolo l’immobile oggetto di intervento. La detrazione non spetta a chi possiede esclusivamente redditi assoggettati a tassazione separata o a imposta sostitutiva.

 

Bonus imprese prodotti energetici

Le aziende hanno la possibilità di vedersi riconosciuto un credito d’imposta pari a una quota delle spese sostenute per l’acquisto di energia elettrica, gas e carburanti, in misura variabile in base al periodo di riferimento. In particolare:

  • un credito d’imposta dal 20% al 40% delle spese sostenute per l’acquisto di energia elettrica, per i primi tre trimestri e per il periodo ottobre/novembre 2022;

  • un credito d’imposta dal 10% al 40% delle spese sostenute per l’acquisto di gas naturale, per i primi tre trimestri e per il periodo ottobre/novembre 2022;

  • alle imprese diverse da quelle energivore, è riconosciuto un credito d’imposta dal 15% al 30% delle spese sostenute per l’acquisto di energia elettrica, per il secondo e terzo trimestre e per il periodo ottobre/novembre 2022;

  • alle imprese diverse da quelle gasivore, è riconosciuto un credito d’imposta dal 25% al 40% delle spese sostenute per l’acquisto di gas naturale, per il secondo e terzo trimestre e per il periodo ottobre/novembre 2022;

  • alle imprese che operano nei settori dell’agricoltura e della pesca, è riconosciuto un credito d’imposta pari al 20% delle spese sostenute per l’acquisto di carburante in ciascun trimestre del 2022 (per il secondo trimestre 2022, solo per il settore della pesca).

 

Certificati bianchi

Il meccanismo dei certificati bianchi, entrato in vigore nel 2005, è il principale strumento di promozione dell'efficienza energetica in Italia.

I certificati bianchi sono titoli negoziabili che certificano il conseguimento di risparmi negli usi finali di energia attraverso interventi e progetti di incremento dell'efficienza energetica. Un certificato equivale al risparmio di una Tonnellata Equivalente di Petrolio (TEP).

Il GSE riconosce un certificato per ogni TEP di risparmio conseguito grazie alla realizzazione dell'intervento di efficienza energetica. Su indicazione del GSE, i certificati vengono poi emessi dal Gestore dei Mercati Energetici (GME) su appositi conti.

I certificati bianchi possono essere scambiati e valorizzati sulla piattaforma di mercato gestita dal GME o attraverso contrattazioni bilaterali.

 

Credito d'imposta per i beni 4.0

Questa agevolazione, prorogata con la legge di bilancio 2022 fino al 2025, investe esclusivamente i beni - materiali e immateriali - denominati "4.0". Tali beni sono elencati in diverse circolari emesse dal Mise e includono software, sistemi, piattaforme e applicazioni per l’intelligenza degli impianti che garantiscano meccanismi di efficienza energetica e di decentralizzazione in cui la produzione e/o lo stoccaggio di energia possono essere anche demandate (almeno parzialmente) alla fabbrica.

Il credito d’imposta è riconosciuto in misura variabile in base alla tipologia di beni, all’importo complessivo dell’investimento e all’anno di riferimento: si va dal 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro nel 2022 al 5% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro nel periodo 2023-2025).

Il credito d’imposta può essere esteso fino al 30 giugno 2026 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2025 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

 

Conto termico

Il Conto Termico incentiva interventi per l'incremento dell'efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni. I beneficiari sono principalmente le Pubbliche amministrazioni, ma anche imprese e privati, che possono accedere a fondi per 900 milioni di euro annui, di cui 200 destinati alle Pubbliche Amministrazioni.

Grazie al Conto Termico è possibile riqualificare gli edifici per migliorarne le prestazioni energetiche, riducendo in tal modo i costi dei consumi e recuperando in tempi brevi parte della spesa sostenuta.

Può accedervi chi installa pompe di calore, caldaie e stufe a biomasse, impianti solare termico, scalda acqua a pompa di calore e impianti ibridi a pompa di calore.

Il limite massimo per l'erogazione degli incentivi in un'unica rata è di 5.000 euro e i tempi di pagamento sono all'incirca di 2 mesi.

 

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